Spesso il confine tra turismo, cultura, svago e apprendimento è sottile, specialmente in un territorio come il nostro, con le sue suggestioni cariche di storia e bellezza al contempo.
Quella che i ragazzi ospiti della Comunità ODA Villa Raffaella hanno compiuto lo scorso 20 agosto è un po’ di tutto questo: una gita fuori porta, a pochi chilometri dalla loro comunità di Moncalvo, a Morano Po, in uno dei siti più antichi del Monferrato, presso il Museo Risicolo di Pobietto - nella grangia omonima che li ha accolti in un’ atmosfera fuori dal tempo, sulle tracce delle mondine e di un sistema produttivo oggi scomparso, eppure non così lontano, come ricordano forse ancora i nostri anziani.
I ragazzi di Villa Raffaella hanno così potuto conoscere ciò che resta, ben conservato per il ricordo di tutti, dei dormitori che ospitavano le mondine nel secolo scorso, del sistema delle chiuse ancora funzionanti, della antica cappella sull’aia, centro della piccola comunità che si creava e animava con l’arrivo dei lavoranti stagionali, e la grande collezione di antichi attrezzi e utensili legati alla coltivazione del riso. Sino alla parte più moderna, dei macchinari usati invece oggi.
Anche il pranzo pic-nic all’ombra dell’antico portico, con la accoglienza di Dino Canepa, la cui famiglia da sempre vive nella grangia (ora area protetta dell’Ente parco del Po e dell’Orba), è stato un momento di condivisione e svago.
Quella al museo di Pobietto è una delle tante attività che Villa Raffaella organizza nell’ ambito di un preciso programma riabilitativo per gli ospiti utenti (psichiatrici), curato dallo staff degli operatori e in questo caso legato al progetto che lavora sulla memoria: alle visite guidate che risvegliano i ricordi è affiancato uno studio psicologico che ne consente la ricostruzione emotiva. E sono stati in diversi gli ospiti che infatti riportando precisi ricordi della loro infanzia accanto ai nonni contadini, hanno ritrovato oggetti e situazioni appartenenti alla loro storia.