Non solo gardening a Villa Raffaella, ma un vero e proprio progetto sul rapporto con la terra e il rapporto con il cibo , quest’anno tra l’altro di grande attualità.
Il cibo che ci viene consegnato dalla terra corrisponde alla fatica e alla scoperta . Si lavora la terra, si nasconde il seme e poi qualcosa arriva. La terra lavorata non come una parte ma come un tutto, restituisce per come viene trattata. La forma a spirale dell’orto, la semina di fiori e spezie e frutta (come il pomodoro), il tempo dedicato anche a guardare corrisponde alle stagioni, alla vita, al tempo. Tempo non prima, adesso, dopo in sequenza, ma insieme a sfiorare quasi l’eterno. Come trattiamo la terra è come trattiamo noi stessi. Rispetto, pazienza, ordine, sono gli antagonisti della scissione psicotica, del comportamento egoico, del prendere senza restituire, del rubare del disturbo dipendente, dell’abbruttire della sintomatologia negativa delle psicosi.
Da queste riflessioni e dalla presenza di un operatore particolarmente dedicato nasce l’Orto sinergico. Come esperienza del tempo futuro, della speranza, della possibilità, del dopo.