Oda intercetta nuovi bisogni nella fascia delle popolazione anziana, in particolare per coloro che, da soli o con il proprio coniuge, desiderano soluzioni abitative autonome, tra le proprie cose e i ricordi che li accompagnano da sempre, ma che necessitano di servizi di assistenza di vario tipo: si apre alla "domiciliarità assistita". Una “visione“ di formula abitativa per le persone anziane che rassicura i familiari e al contempo ne garantisce l’ autonomia e favorisce il mantenimento di relazioni sociali, in linea con quelle politiche sociali definite " a favore dell’ invecchiamento attivo”.

L'invecchiamento attivo è, secondo la definizione dell' Organizzazione Mondiale della Sanità, “un processo di ottimizzazione delle opportunità relative alla salute, partecipazione e sicurezza, allo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone anziane”.

E’ una tematica che sempre più sta entrando nelle agende delle politiche sociali e la sua valorizzazione e potenziamento, un vero obiettivo da porsi. Esiste un vero e proprio “indice” dell’invecchiamento attivo (http://www1.unece.org/stat/platform/display/AAI/Active+Ageing+Index+Home), che misura la capacità e possibilità  dell’anziano di interagire con la società e il livello con il quale la persona anziana può vivere una vita indipendente, lavorare finché può, fare volontariato, fare esercizio fisico, fare formazione, prendersi cura di figli e nipoti, perseguire hobby ecc.

Già dal 2012 l’ Europa  ha dichiarato l “Anno dell’ Invecchiamento Attivo”, evidenziando che: “da esso dipendono il suo futuro benessere e coesione sociale, che l’invecchiamento attivo è una parte essenziale della strategia Europa 2020 ,  che gli anziani devono poter rimanere attivi come lavoratori, consumatori, assistenti, volontari e cittadini portatori di interessi, che  occorre rafforzare la partecipazione della persona anziana alla vita attiva della comunità e contrastare le conseguenze negative legate a situazioni di solitudine e  percezioni di inutilità sociale”.

Le ragioni di questa nuova visione, di quella che comunemente è chiamata  “terza età”,  e dei cambiamenti di gestione sociale di questa fase di vita sono molte e tra queste certamente un generale innalzamento dell’età anagrafica, i costi sociali  accompagnati dal sempre più basso indice di sostenibilità del caregiver rispetto all’anziano ( sta cioè diminuendo progressivamente il rapporto tra coloro che sono preposti alla assistenza e supporto rispetto all’anziano,  per lo più i familiari ).

La scelta di Oda va in questa direzione: poiché la casa deve il più possibile essere considerata  come luogo dell’autodeterminazione e del riconoscimento del proprio ruolo attivo nella società e gli anziani mal sopportano bruschi cambiamenti del loro ambiente di vita fatto di affetti, memorie, vicinanze e  relazioni, ecco che , grazie alla sua storia di servizi professionali per anziani e categorie sociali più deboli, il nostro Ente può iniziare a proporre formule abitative alternative alla R.S.A. ( la “Casa dI Riposo).

Il suo primo passo nell housing sociale avviene grazie a un intervento di ristrutturazione e riconversione di alloggi di sua proprietà , rendendoli  a misura dell' anziano e  del suo ambiente di vita familiare e sociale e garantendogli erogazione di servizi tarati sulle sue precise esigenze logistiche e infermieristiche:  nasce, a Casale nel cuore della città, Casaffianco. Prendetene visione in questa sezione e contattate la nostra assistente sociale per approfondimenti e visite.